[Tender Is The Night Lying By My Side]

Ricordo che ad un certo punto sono uscita dall’acqua e ti ho incontrato. Facevi la stessa cosa. Ridendo del bagno fuori stagione, ci siamo incamminati insieme sulle dune bianchissime che salivano fino alla strada, sotto il baluginio del sole di marzo che scintillava sulla sabbia. Allo stesso modo del tuo sorriso sulla pelle abbronzata. Abbiamo proseguito sulla salita fin sotto a casa mia, e poi siamo passati oltre la curva, parlando come facevamo ai  tempi della scuola, quando dividevamo il banco.

Sono tascorsi più di dieci anni e magicamente ci troviamo a scherzare davanti ad un gelato, anch’esso fuori stagione.

Mi hai detto che ti sei appassionato al surf, ma che oggi non avevi portato la tavola, anche se non hai mai abbandonato il basket. Finalmente possiamo guardarci di nuovo negli occhi senza che io arrossisca. Finalmente sono sinceramente felice per te, per la tua vita. Io lo sai che non sono cambiata, dopo la fuga e il ritorno, sono sempre la stessa inquieta creatura. Lo sai anche se non te l’ho detto, ma lo vedevo da come mi guardavi. E mi sorridevi, come allora. Finalmente capisco di aver superato davvero. E siamo di  nuovo amici come allora. Come ai nastri di partenza.

Abbiamo deciso di farci un bagno insieme, prima che tu facessi la tua corsa sotto il sole per asciugarti. Io no, sempre pigra, e poi ho il mare sotto casa… Ti ho detto che il mare da qui, sulla strada era magnifico, e che la giornata lo era ancora di più. Le onde hanno iniziato ad incresparsi sotto il maestrale, davanti ai nostri occhi. Non ricordo la discesa sulla spiaggia, ma ci siamo ritrovati in acqua, col mare ancora più verde di prima e le onde grosse.

Improvvisamente un’onda anomala si è alzata dietro di noi, le ho dato le spalle e ho avuto paura. Mi hai preso per mano per trascinarmi fuori prima che arrivasse, ma lei era già lì, immensa. Ho smesso di avere paura e ho sentito il contatto con la tua fede, al dito. Sono felice che ti sei sposato, con lei. L’onda ci ha chiusi dentro di sè e mi hai detto, sorridendo: "Dai, tranquilla, la camera verde ci ha perdonati già una volta, lo farà di nuovo. Nuota.". L’orizzonte era sparito. Ci siamo immersi sott’acqua e non hai lasciato la mia mano, hai continuato a trascinarmi fuori, come se camminassimo.

Mi sono svegliata stamattina che erano le 4:48, intravedevo già il chiarore dalla finestra, ma non il mare, che sotto casa mia non c’è mai stato. Anche se è un po’ di volte che lo sogno.

Leggo il suo messaggio della buonanotte che mi aspetta da tre ore sul comodino, mentre lui aspetta me, tra qualche giorno. Sorrido e non so più se sogno o son desta.

Ripenso alla storia della camera verde, chissà che vuol dire… Ma so perfettamente cosa significa questo sogno.

[On Air: Blur-Tender]

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