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Treseicinque. Gradi e giorni. Un giro. Intorno a sé e al mondo. Dentro e fuori.
E’ un po’ quello che ho sempre desiderato: il dono dell’ubiquità. Essere in due posti nello stesso momento.
E la forza dell’interiorità suggestionata dal potere della mente che agisce secondo la fantasia.
Così vivo e posso osservarmi dal di fuori. Sono dentro di me e fuori di me. Agisco nel quotidiano con buona volontà, sorrido e sopporto senza troppa sofferenza -sarò forse riuscita a ridurre l’infelicità al minimo?- mentre ciò che mi da armonia cosmica è altrove, distante dalla location della routine. 
Mi vivo come se mi appartenessi ma anche no.
Senza distanza non ci sarebbe ubiquità.

[On Air: Northpole-La Distanza]

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