Shells

Se non ci è dato di poter osservare noi stessi dall'esterno,  un motivo ci sarà. Magari è diverso per ognuno di noi, il mio è che non mi piacerei per nulla, credo, forse per l'innata capacità di fare e dire sempre la cosa sbagliata. Ma a volte ci riesco, non so perché, non so come, o forse è solo il modo che la vita ha trovato per torturarmi col contrappasso. Non so se mi intristisce o se mi fa sorridere sapere e vedere le distanze, io che dico e faccio per farmi perdonare di quello che sono, stando al mio posto; tu che ti ritrai dentro il guscio. Non c'è nulla di studiato, camminiamo sulla stessa spiaggia, guardiamo lo stesso mare. Sono me stessa, e sono maldestra. Non nascondo, non a te ma al resto dell'universo, qualcosa che appartiene solo a me e non voglio lasciare andare, qualcosa che ho trovato tardi, come un tesoro nel baule dei ricordi che puoi solo guardare. E ce la metto tutta per non sbagliare, ancora. Per rispettarti, e rispettarmi. E non è banale dirlo, perché a volte le due cose possono essere in contrapposizione. Non faccio e dico perché devo, quel che vedi è parte di ciò che c'è, forse la parte più importante, quella che non si nutre di egoismi. Sei libero, di girarti e andare, di tornare, di cercare un rifugio, comprensione. Ogni volta che vuoi. E io sono libera. Di restare qui, ancora un po', finché ce n'è e anche quando non ce n'è. Perché io sono pazza, ma l'unico pensiero che mi rende felice, e quando dico felice intendo esattamente felice, è sapere di poterti dare il mio affetto, anche quando ti prendo a parolacce o rido di te. Forse in quel momento ti voglio anche più bene, se è possibile. 
E non dimentico nulla, mai. Sono in debito di una spiegazione della perfetta e assurda teoria del confine, quella che somiglia alla differenza tra speranze e aspettative. L'avrai, lo giuro, così potrai ridere di me, e anche io potrò farlo. E te lo lascerò fare, pur di vederti ridere. E tanto mi basterà per sentirmi felice al mio posto, nel  mio guscio. 
Camminiamo sulla stessa spiaggia, ciascuno dentro il proprio guscio. Guardiamo lo stesso mare, lo stesso orizzonte, dritto davanti a noi. E se ogni tanto ci voltiamo per vedere se l'altro c'è è perché, in fondo, ciascuno di noi ha bisogno delle sue piccole sicurezze, dei suoi 

Gusci.
(siano essi di noccioline o di granchi).

"Mari è giù in spiaggia e il sole non c'è, in un'estate a rischio, così.."

[On Air: Verdena-Sorriso In Spiaggia part I]

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