In Silence

C’è questa felicità sussurrata, che non è il chiasso e il frastuono delle feste di paese, e se dicessi che mi è capitata inaspettatamente mentirei, perché ho aspettato -eccome!- questo momento di pacificazione osmotica col cosmo (Cosmosi). E mentre contavo, nell’attesa, lo costruivo anche, lo tessevo, nonostante la stanchezza, il sudore, le dita spellate e le unghie scheggiate. Epperò io non mi sento neppure di arrogarmi tutto il merito dell’impresa.

Potrei dire di essere arrivata a ciò che mi aspettava e a sua volta era in cammino verso di me, e poi mi è stato davanti per un po’ e io non l’ho preso.

Potrei dire di aver scelto ciò che mi rende felice, dopo aver capito -finalmente- chi è che  mi rende felice.

Potrei dire di aver fatto tutto da sola, perché così è stato. Ma anche no.

Devo dire grazie. Grazie a Dio che mi ha aperto il cuore e gli occhi perché gliel’ho chiesto.

Niente di tutto questo è un miracolo: tutto era lì per me, ero io a non esserci. Il miracolo, invece, è che ora ci sono anch’io.

I miracoli sono le cose più piccole, quelle che non vediamo.

(E ancora grazie alle mie amiche Da’, Ca’, Gabry e Simo’ perché sono sempre nel cuore.)

[On Air: Joy Division-Love Will Tear Us Apart]

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