#5

Questo posto è un bozzolo sottile che mi avvolge e mi scalda un poco, nasconde la mia parte più fragile alla vista di chiunque, anche se lascia intravedere.

Fuori, nel giorno, c’è ostentata sicurezza, piacere nella provocazione dialettica e un sorriso sempre pronto. Sono anche così, in fondo anche questa corazza irriverente fa parte di me.

Mi sento perennemente inadeguata alla luce del giorno, al contesto, agli altri, anche i più prossimi. E non si vede. La gente ride con me, forse anche di me, e finché ride perché sono io a deciderlo e a ridere di me stessa, sta bene.

Dicono che io debba uscire dal bozzolo, uscire e basta, non si può restare per sempre una crisalide.

E io che dico? Io, meglio che non dico. Perché mi sento stupida a fare pensieri infantili.

“Per vidimare il terrore dell’ignoto
Del non essere più e dover ancora diventare

Se questo ignoto stadio dell’essere
(se è)

Se questa forma di vita non informata
Sparisce con l’intuizione

Estranea e superiore
Della dialettica del cosmo
Del segreto del divenire
Quotidiano ”

[Max Gazzè-Crisalide]

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