[Crisalide]

Fu l’estate in cui Amelia incontrò la sua anima nuda e cruda, quell’estate in cui si mise a raccontare. Fu l’estate in cui, per la prima volta, rimase da sola in città mentre la famiglia era in vacanza al mare. Non aveva ancora diciotto anni e per lei quella fu la vera rivoluzione: aveva conquistato il diritto alla solitudine, una solitudine tangibile, fatta di tempo, di spazio e di sé. Quella era  l’estate della solitudine totale, finalmente la sua anima nuda, cruda e immensa poteva svolazzare per tutta la casa rimasta a sua disposizione; poteva girare in mutande indisturbata senza preoccuparsi  di essere vista da nessuno della famiglia e nemmeno del quartiere, dato che tutti erano via per le vacanze, erano altrove. Così altrove che il quartiere stesso era il vero “Altrove”.

Fu l’estate in cui l’anima nuda, cruda e immensa poté svolazzare per lo spazio e il tempo di una casa tutta per sé, nel bel mezzo di un Altrove. Amelia avrebbe potuto raccontare Altrove.

Aveva sognato innumerevoli volte, nell’urgenza di diventare grande abbastanza da poter giustificare il suo essere già grande, di trovarsi in quella situazione di padronanza assoluta che non era semplice possesso, ma anche proprietà. Una proprietà privata come un vestito addosso al suo essere. Aveva immaginato festosi party a cui sarebbero stati presenti tutti i suoi numerosi coetanei amici, avrebbero bevuto birra e super alcolici, ascoltato John Denver e i Creedence Clearwater Revival, girato cannoni (se non avete mai provato a girarvi i cannoni e fumarveli ascoltando i CCR non sapete che vi siete persi!) e alla fine bevuto Calvados pur non essendo normanni, seduti per terra e fino a tarda notte. Che dico tarda, fino a tutta notte. Nessuna notte sarebbe mai più stata buia perché Amelia e i suoi amici l’avrebbero tenuta illuminata a giorno con le loro giovinezze.

Aveva sognato innumerevoli volte questo momento, fino a questo momento. Peccato che le luminose giovinezze sue coetanee erano tutte in vacanza con le rispettive famiglie. E’ come essere miliardari e potersi permettere di non lavorare, quando tutti i propri amici sono minatori.

Essere grande e libera vestita da grande, voleva dire anche essere sola in una realtà diversa da come la si immaginava o, peggio, da come la si desiderava.

 

[Continua….]

[On Air: CCR-Long As I Can See The Light]

 

Questa voce è stata pubblicata in cielo immaginato, cielo onirico. Contrassegna il permalink.

I commenti sono chiusi.