Uno

Parto da un cielo che ha assenza di colori, perché adesso è di mancanze che vivo. Tabula Rasa. Scavata e svuotata, dentro e fuori. Un percorso necessario, un logorìo non necessario. Dovevo fuggire quando era tempo, essere più furba, più femmina. In ogni caso il risultato oggi sarebbe stato diverso. Ma la passione unita al sentimento rende fragile, alimenta le illusioni. Eppure io non ho sognato. Eppure io ho seguito l’istinto come mai prima d’ora, l’istinto prima del cuore. E ho pagato anche stavolta. Stavolta che ho seguito un desiderio, l’ho consumato fino in fondo. Forse.

E ora non ho scampo. Ora non ho alternativa. Anche ora seguo l’istinto, quello di sopravvivenza, come un animale. E già ti sento lontano. Come mai hai voluto essere. Ora fottiti, insieme al tuo fottuto mondo. Ma io no, non accetterò mai di essere un essere asessuato né di occupare un posto che non è mio. Mi basta il lavoro per questo, mi basta dove vivo. Mi piace la vita che mi è capitata, e che mi ha dato ciò che non avrei mai chiesto né desiderato. Ma non è mia. Non era il mio desiderio. Mi sono accontentata.

Ora si è spento il sole, attorno non ho più nemmeno il buio, né la luce. Ma io mi sento, io ci sono, io so chi sono. E ora ciò che è stato anche grazie a te, ora, sì, è solo mio.

[On Air: Timoria-Sole Spento]

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