Tre-Maestrale

Ho camminato sulla spiaggia di mattina e provato ancora la sensazione che solo il mare sa darmi. Avrei voluto una giornata di vento, con le nuvole alte nel cielo e il sole caldo. Tempo di Maestrale. Invece ho trovato tutto sereno, e un mare limpido che vederne il fondo incanta. Ho cercato invano le onde per affidare  loro il mio grido, replicando quel gesto liberatorio che manca ormai da troppo tempo. Invece il cielo gioiva, ieri mattina. E il mare riposava.

Ma io cercavo di liberare la passione, violenta, quella che mi soffoco nel petto. Sentire un respiro addosso, il fiato umido e caldo sulla mia pelle. E’ servito per un attimo affondare le mani nella sabbia bagnata e ritrovare le stesse conchiglie dell’infanzia.

C’era il sole, ma io ho ancora freddo. E’ il calore di due mani che stringono il mio corpo, quel che manca. C’è solo la nostalgia, la voglia a lungo repressa di stringere quelle spalle e di affondare il viso su quel petto.

E un desiderio instancabile che non vedrà mai l’alba.

 

["…E io che non riesco nemmeno a parlare con me.

Mare Mare- qui non viene mai nessuno a trascinarmi via

Mare Mare- qui non viene mai nessuno a farci compagnia…"

On Air: Loredana Bertè-Il Mare d’Inverno]

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