Struck A Nerve

Le strade sono spoglie di luci e festa: c’è la crisi.

Un karaoke tristissimo in un pub deserto in una piazza deserta il venerdì sera: c’è la crisi.

Muore a trentotto anni, dopo un corpo a corpo col cancro e la chemio: c’è la crisi.

Mamma e babbo invecchiano, invecchio anch’io e povero chi non invecchia -perché muore prima-.

C’è la crisi.

Eccome se c’è, questa frattura. Mi sveglio con l’urgenza di scrivere [con la testa già piena di pensieri e parole]. Non so più quant’è che cammino in questa landa desolata del cazzo, [che ne sai tu se è un campo di grano?]. Ci sono vuoti che non si riempiono, l’orologio è diventato un gong e tra poco saranno cannonate. Questo senso di inadeguatezza che non mi abbandona più e mi spinge ad essere sopra o sotto le righe e io che vorrei poggiare la testa su una spalla e urlare alle emozioni ROMPETE LE RIGHE! Questo bisogno di avere qualcosa da rendere certo, per esorcizzare l’ignoto. Questo vivere esperienze extra-mentali di osservazione, questo essere fuori da me, cavia di me stessa, e guardarmi correre sulla ruota senza meta. Questo bisogno di approvazione.

Quando tutto questo è diventato una patologia? Perché sto scrivendo la sceneggiatura di un film in cui recito solo io, al buio, in un teatro vuoto? Perché ci sono solo io a tirare fuori i ragni dal buco o a fissare l’acqua che scende gioiosa nello scarico della vasca da bagno?

Forse ho bisogno di due ceffoni diritti, ben assestati sul muso, incapaci di piegarsi su una guancia, come i miei baci. Ho bisogno di un viso sincero, una fronte e due occhi spianati, non di “carte da decifrare” o di “mind games”. [Per info e prenotazioni chiamare il 347…..]

 [On Air: The Beatles-Across The Universe]

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