Se non sai, se non vuoi.

Passo il dito tra le fughe dei mattoni ruvidi, in piedi davanti al portone di casa tua, lo vedi che mi sporco i polpastrelli con la polvere stratificata? Che sembra di scavare tra i resti di città sotterranee.
E dritto sulla schiena, lungo e snello, mi guardi con le sopracciglia aggrottate di un giudice e la bocca all'ingiù di un bambino che non può mangiare la nutella e dai la colpa a me per averti stuzzicato l'appetito. Mi hai riempito di domande senza mai fare quella giusta e io ho risposto sinceramente, senza mai fartene alcuna. Ti guardo. E tu perché mi guardi? Perché sono libera, carina e giovane, senza sapere che ho un compagno? E ora che lo sai che fai? Non mi guardi più? Ti guardo. Perché mi piaci, senza ancora sapere, senza mai sapere, se sei libero, separato, con figli, gay o hai fatto voto di castità. E continuo a guardarti anche se mi dici che sei una di tutte queste cose o quella che non ho previsto tra le possibilità. Anche se ho un compagno e un figlio, tu mi piaci lo stesso.
Per questo non ti chiederò di vederci per un caffè. Ma tu perché non mi inviti a cena?  Ci devi pensare. Pensaci, come hai fatto in questi mesi di occhi calamitati, pensaci ancora e non me lo chiederai mai. 

Pensare: è impegnata, è tutto inutile. E' un collega, mi guarda ma non gli interessa. Mi sono fatta un film. Non ha le palle, se la tira, vuole la roba facile, è troppo vecchio, sono troppo giovane. 

Sentire: scavare la polvere con le dita, guardarti le labbra e volerle solo sfiorare, assaggiare, tutto il tempo. E il profumo, poi, sentirlo e conservarlo dopo averlo consumato.

Pensare, ancora: sono pazza, l'ho detto. Giro le spalle e me ne vado.

Una stretta di mano, non pensarci, siamo colleghi. Non sorridi, non parli. Ancora mi guardi. Ciao.

Giro le spalle e me ne vado. Mentre pensi e non mi correrai mai dietro nonostante il passo lento.

[On Air: Ornella Vanoni-Non sai Fare l'Amore]

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