Quattro

"E’ che c’è qualcosa, qualcosa che è prezioso, che metti via al riparo dalla polvere, e anche un  po’ per ripararti gli occhi dalla sua eccessiva  lucentezza. Che è violenta. Ma non è che te lo scordi che c’è. Lo sai. Lo sai che ogni tanto bussa da dentro il cassetto… E allora blocchi il respiro quando ne senti l’avanzare al buio, e chiudi gli occhi. E stai lì, immobile, per un attimo interminabile. Che lo puoi paragonare solo ad un orgasmo, quando lo senti arrivare. Che ti senti morire. E invece stai per vivere."

Genesi di un’emozione.

Come un post-it venuto fuori da una tasca, che me l’ero dimenticato. Così come avevo dimenticato un cielo, il mio.

E invece un giorno me lo ritrovo tra le  mani, e capisco che il mio cielo è ancora mio, che l’ho sempre avuto, anche quando l’avevo perduto. Perché in realtà ero io ad essermi perduta.

 

[On Air: Norah Jones-Sunrise]

Questa voce è stata pubblicata in cielo e basta, Senza categoria. Contrassegna il permalink.

5 risposte a Quattro