Nero.

Ce l’ho fatta, ho scalato la mia montagna e sono in vetta a me. Ho piantato l’Uno al centro dello Zero, ma l’Io non fa 10.

Zero, che se rovesci la Z fa Nero.

Se dopo aver s-piegato te stesso aspetti un premio in serenità o fortuna, se ti illudi di trovare finalmente la chiave della felicità, beh, lascia perdere: una volta arrivati in vetta si è soli, più soli di prima, a tenere tra le dita un cubo di Rubik risolto che ti sorprendi a rimescolare. Se non altro avrai di nuovo qualcosa di caotico a cui dare la colpa della tua tristezza.

E così stasera mi trovo a piangere come quattro anni fa, con l’unica motivazione di essere sola. Una solitudine a cui non posso porre rimedio in alcun modo, a cui non ho altra scelta che piegarmi, che non posso evitare né risolvere, né esorcizzare in alcun modo perché non dipende da me. Chissà che credevo mai.. Evidentemente per me non c’è nulla.

Sono sempre il pensiero che fa compagnia, il cuscinetto, niente di reale. Non riesco a smettere di piangere.

E allora crollo, e mi faccio dilaniare da questo dolore.

Sono sola e fuori dal mondo.

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