L'Ancòra.

Che il mio umore somigli più al mare in tempesta che al cielo di luglio, questo già lo sapevo.
Ma dev'essere che non mi ero scontrata a muso duro con questo 2011..  E tutte le mie seghe mentali si azzerano, di fronte al mio pilastro che crolla. E ora faccio i conti con la parte di me che mi fa paura: una lucida freddezza che mi prende quando il mondo mi frana sulle spalle, quando il ciclo vitale si inverte ed è ora di prenderti cura di chi l'ha fatto con te per trentadue anni. Sono nata per fare la madre, anche se significa essere la madre di mia madre. 
E sono una madre sola. L'unica emozione che sento stasera è la paura. Paura della solitudine. E l'unica emozione che mi scorre sulla schiena è legata al mio immenso egoismo. Non sono nata per essere madre.  E nemmeno per essere Dio.
E questo posto, che senso ha più? E' pur sempre il cesso in cui vengo a vomitare. Tiro lo sciacquone e già non c'è più la nausea. E questo posto che senso ha più se influenza poi la vita fuori nel momento esatto in cui le parole si imprimono negli occhi di chi le ruba con il mio permesso? Queste emozioni scritte in modo indelebile cosa sono se non "maledette bugie di carta" che dovrei tenermi dentro?  Mi contraddico tre volte al giorno, prima o dopo i pasti, e quando metto insieme i pezzi tengo per me il filo conduttore. 

[On Air: Supertramp-The Logical Song]

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