Everyone is a Survivor

Trasformarsi in un buco nero
Attirare tutto dentro e niente che ne esca.

Che fine facciano, poi, tutte
le delusioni
le arrabbiature
le gioie per sé e per gli altri
le debolezze
le virtù ed il vizio,
nessuno lo sa.

Nessuno, là fuori, lo sa.
Da fuori quello che sembra è un pozzo
O un sorriso che sgrana la faccia di Luna Piena,
La Luna nel pozzo
O una macchia nera

Oppure, semplicemente, niente.

Come niente è l’intorno:
mettere sempre invariabilmente se stessi al centro di tutto,
dare le colpe agli altri
-soprattutto le colpe che non esistono-
la gioia altrui che diventa una colpa per ciò che non si ha
-e si brama-
pensare che tutto sia dovuto
-per meriti ignoti-
gli innocenti morti solo per essere nati nel posto sbagliato
i costumi corrotti
la guerra tra bande
le bande magnetiche delle carte di credito che fanno Natale
il ribrezzo ignorante di chi urla ‘avanti popolo’
ignorando il popolo
fare un favore quando si pensa di essere al limite della sopportazione
e ricevere un bidone per tutta risposta
sentirsi la solita cogliona
e sapere che lo rifaresti ancora
perché non si può smettere di camminare nelle scarpe altrui
continuare a trattare gli altri come si vorrebbe essere trattati
perché non si vuol essere trattati come gli altri vorrebbero essere trattati
-cioè dimmerda-

Diventare un buco nero capita,
a volte

Come fosse una necessità per
spegnere il pettegolezzo
e tutte le cose per cui si vive e che non hanno peso,
Come fosse una coperta per tutte le brutture a cui
non si vuole reagire nel modo che renderebbe tale e quale ad esse,

Diventare un buco nero
è sentirsi una busta di plastica
calata in faccia al rumore molesto che sta intorno
e soffocarlo
soffocarlo
… soff….
…ca….
…lo…..
….

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