Evanescence

 Che succede se come maschera carnevalesca indossi la miseria umana in cui sei sprofondato? Ridono tutti a vedere che larva sei, i pantaloni stanno in piedi da soli, spalle curve dentro un giaccone liso, viso nascosto dal berrettino di lana. Non stai in piedi e non si sa se è perché sei strafatto e zeppo d’alcol, o solo perché sei già morto. Che pena infinita incrociare gli occhi prigionieri di un labirinto senza uscita. Che rabbia infinita la gente che ride e ti da pacche sulla spalla, che ti ricorderà con la pietà che si riserva a un barbone, a un ubriacone che in fondo però era troppo forte..
Ti vomiti e te la fai addosso mentre cammini. Io vorrei vomitare la mia rabbia, il mio senso di impotenza e la maledetta capacità di captare dolore nel raggio di un chilometro e corrergli incontro, o non scansarmi indifferente quando è lui a correre verso di me. 
Tu sei evanescente, ricordo svanito di due occhi con l’argento vivo. 
Io vorrei essere un fantasma per non incontrarti.
Qui non c’è nessuno e basta.

"Meglio che non dici a nessuno
che in fondo ancora stai sperando
meglio che non alzi la voce
se rompi il silenzio cantando

E ti troverai nell’stante in cui
ogni sguardo sarà spento e gelido
e ti sembrerà che davvero tu
sbagli sognando contromano
tu.."

[On Air: Neffa-Nessuno]

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