Dream a Little Dream

 Ogni volta era come dopo un’indigestione. Ogni volta come una bimba in lacrime, pentita per aver esagerato coi dolciumi, prometteva che mai più lo avrebbe fatto, che da oggi, anzi da ieri, avrebbe seguito la regola ferrea. Che non sarebbe caduta in tentazione, perché ora sapeva quanto male facesse.
Il problema era quell’innata curiosità, quella tensione a tutto ciò che sta oltre. Oltre il confine, oltre il luogo comune, oltre il banale, oltre lo sguardo, oltre il muro. Oltre tutto. Quella tensione che le faceva allungare la mano come elastico e le dava la sensazione che ancora si potesse allungare all’infinito. L’infinito e oltre.
E la velocità di quella mente brillante sopra la media, di quella carità sopra la media, di quello spirito di comprensione sopra la media, di quella flessibilità sopra la media. Che le faceva sfumare i contorni di ciò che è giusto in modo ontologico ed assoluto da ciò che è relativo e nichilista.  Quindi sbagliato. La facilità all’accoglienza e al perdono di tutti quelli che sferzavano un colpo sul suo volto sviliva di fatto la sua bontà abusata; di fatto lei era la prima a concedere accessi con troppa generosità. Mentre avrebbe dovuto essere più parsimoniosa ed evitare lo spreco di sé. 
Tendere all’infinito e oltre era la sua caratteristica.
Nessuno glie l’aveva insegnato, nessuno l’aveva incoraggiata su questa strada mai. Anzi, le fu insegnato a volare basso.
Da sola aveva imparato ad entrare nel grande supermercato dei sogni e dei desideri, dove "I sogni son desideri".
Chiusi in fondo al cuor. E nel libretto delle istruzioni, anche in italiano, c’era scritto che soddisfare i sogni -che son desideri-  porta al raggiungimento della felicità. Ma attenzione, non credete sia facile, c’era scritto. Bisogna lottare per essi con tutte le proprie forze. Ci si deve credere fino in fondo. Necessita l’impiego di tutte le energie spendibili e, qualora non fossero sufficienti, potrete accedere ad altre tramite un comodo finanziamento a tasso variabile, oscillante tra il 16% e il 120%, a seconda del ciclo economico e dell’inflazione in quadratura astrale con il PIL. Se avete sbagliato qualche cifra sbloccate il tutto col PUK in allegato sul retro della confezione che dovrete grattare per vincere. In palio la possibilità di pagare il debito con un’ulteriore dilazione di tempo, se camperete abbastanza a lungo.

E se l’investimento va male?
Prova a cambiare sogno -che è desiderio-.

E se il progetto va male nel libretto delle istruzioni non c’è scritto, perché altrimenti potrebbe scoraggiarti: se inizi a pensare che potrebbe anche non realizzarsi, il tuo sogno, che ci investi a fare?
Positivi! Bisogna essere positivi! E ci vuole un fisico bestiale!

Il problema è poi l’indigestione di sogni ti sembran veri.. Ahi quanto fa male la delusione… 

E col mal di testa di chi si tira su dal lettino con la nausea e lo stomaco vuoto, si ripeteva che i sogni son sogni, e i desideri son desideri. E gli attimi son attimi, e il tempo è il tempo. Che non tutti i desideri nascono per essere esauditi, che ci son sogni ad occhi aperti che servono solo se restano tali. Che ci son sogni che diventano impegni, e desideri fatti per essere esauditi.
E che tutto questo non dipende solo da noi. 

A lei stava solo capire quale fosse la discriminante per pettinare senza nodi i sogni e i desideri, e poi annodare quelli giusti.

Certo che, però, una piccola capatina al supermercato dei sogni son desideri, ogni tanto senza esagerare..

[On Air: Tiamat-Visionaire]

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