Déjà-Vu

Adesso vorrei potermi sentire sicura e salda sulla strada che sto percorrendo, vorrei avere lo sguardo fisso verso l’orizzonte e nessun dubbio a tormentare il mio viaggio, vorrei poter dire che so dove sto andando e perché, e pure che conosco Chi mi guida. Vorrei che la mia fede fosse davvero solida, invece sono piena di dubbi.

La verità è che le cose che so, quelle che ho conquistato faticosamente, non mi servono a molto: dire che si assiste a più di quarantatré tramonti equivale a vedere quarantatré vite che nascono e altrettante ne muoiono. Nello stesso giorno. E tu muori insieme a loro.

La verità è che la notte è un sollievo, perché di notte è già tramontato tutto e più tristi di come ci si è arrivati non si può essere. Di notte c’è solo la luna che canta il suo fado, e la malinconia, di questi tempi, è grasso che cola.

Che darei per svegliarmi domattina, venerdì 15 giugno, che manca ancora una settimana all’inizio di quella che si preannuncia essere una grigia estate con l’elettrocardiogramma piatto e un mal di testa da sovraccarico lavorativo che proprio mi impedisce di sentire e vedere anima vivente, costringendomi al divano serale passato a sognare la resurrezione di Heath Ledger solo per me.

Oppure svegliarmi domani,  lunedì 3 dicembre, con un molesto mal di testa da sbronza che ha procurato sogni strani di amori bianchissimi che proprio non ricordo come siano finiti perché mi sono svegliata sul più bello, aspettando un bacio che non so se in quel sogno è arrivato, portando con sé una benedettissima pioggia felice che sfama e disseta insieme. Come l’Amore e Psiche del Canova: la contemplazione del bacio, l’istante perfetto. E pensare: “Che bel sogno, voglio rifarlo e sapere come va a finire, prima che sia il mondo a finire nel buco del culo dei Maya, metti mai che era proprio Heath Ledger redivivo su misura per me, che stava per baciarmi, bellissimo e disperato… …. Bellissimo e disperato, ma dove l’ho sentita questa cosa? Bah, sarà stato un déjà-vu…”

 

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