[Burn Those Thoughtless Tears]

E’ difficile credere in quello che si è detto, pensato, se tutto ciò coincide con quel che intimamente si è. Difficile quando credere è fare, fare ciò che si è.

Non un sistema coerente ma un magma coeso.

C’è un punto, di non ritorno, quando si va in fondo alle cose e si tira fuori tutto, ma proprio tutto. Sensazione di libertà e di osmosi con ciò che sta attorno.

Può crollare il mondo e sai che sei lì, con tutto ciò che sei, di buono e cattivo, con tutto ciò che hai avuto, che hai ora e con ciò che hai perso. Un anno fa non avevo nulla da perdere, se non ciò che si deve buttare via. Oggi ho qualcosa da mantenere, per cui lottare.

Ho imparato a farmi attraversare.

Stare al mondo è difficile quando si sceglie di credere in ciò che si è, in ciò che si sente, in ciò che si sa.

Sono tutto quel che sento.

Il pensiero corre al 22 settembre 1996, ora come allora canto a squarciagola questa canzone sotto il temporale, discendendo un sentiero di campagna.

["Is this our last chance to say all we have to say
hiding here inside ourselves we live our lives afraid
so close your eyes and just believe in everything your told
‘cos in this land of great confusion it’s easy to give up control"

On Air: Ke’-Strange world]

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