Ormai disorientata, ho perso ancora la bussola. E non mi aspetto niente. Più niente. Il deserto è dentro me. Non riesco a comunicare, sono in balìa del vento. Mi faccio consigliare, giudicare, sgridare e non me ne frega niente. Non mi importa se non mi capiscono e non ho interesse alcuno a spiegare cosa c’è dentro, non ho voglia di convincere nessuno, perché non c’è nulla di cui convincersi. Qualcuna mi dice che è la ricerca spasmodica dell’anima gemella a rovinare tutto, che quando uno è indeciso non devi permettergli certe cose. Io non la vivo come una ricerca spasmodica. Soffro la solitudine e basta, ma magari mi sbaglio e lo è, senza che io me ne renda pienamente conto. O forse a qualcuna è andato bene un azzardo grosso e può parlarmi così per questo. In fondo non ho fatto niente di diverso, anzi ho azzardato molto meno. Come se le esperienze degli altri possano contenere la chiave del successo universale. Come se ciò che è andato a buon fine e include un’altra persona fosse frutto del proprio lavoro. Non dovremmo mai dimenticare che è solo una questione di incastri. Fortuiti. Non si dovrebbe essere così arroganti da sfidare la sorte..

Ad un certo momento, quando ho sperimentato tutti gli incastri, il punto è solo che a me gira male.

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